uomo-massa: momento ri-flettente
Ragionamenti a voce alta sul potere sociale dei mezzi di comunicazione di massa.
1.1 COSCIENZA COLLETTIVA TEMPORALE
La diffusione dell’informazione massmediatica tramite il giornale prima, la radio e la televisione poi, ha accomunato intere generazioni permettendo alle persone di fruire dei medesimi contenuti nel medesimo momento, creando così una coscienza collettiva temporale. Oggi è necessario rivalutare le variazioni di ritmo causate dall’avvento dela rete. (neolog.: ritmologia)
Se il giornale si basa su una tecnologia impressa sulla materia cartacea ed ha una diffusione analogica, quelle digitale trascende inevitabimente i passaggi “meccanici” della fruizione sottraendo al tempo-vita dei consumatori lo spazio di una porzione attiva dello stesso, riducendo ampiamente il tempo del recupero dell’informazione, della distribuzione.
Questa variazione comunicazionale in realtà “crea” tempo ossia fornisce all’utente un margine maggiore di autonomia aumentando la frequenza della coincidenza tra domanda e risposta, tra necessità e soddisfazione, tra il bisogno di comprensione del mondo circostante (con conseguente analisi del posizionamento della propria individualità all’interno del sistma mondo) e la possibilità di collocamento nella struttura sociale con conseguente vantaggio personale.
L’aumento di tempo-vita, qualora non controbilanciato con offerte di intrattenimanto costruttivo, ossia atto all’educazione dell’utente verso una scelta di autentico vantaggio personale, genera verosimilmente nel pubblico, lasciato improvvisamente solo nell’immenso parco giochi del mondo, moti di sgomento, paura, ritrosia con conseguenti reazioni di aggressività, diffidenza, alienazione.
L’offerta di informazione ad ampia gittata ha reso possibile scambi di opinioni e sinapsi sociali tramite le quali l’uomo di oggi ha l’opportunità di condividere sé stesso col gruppo col quale coopera o interagisce. Ma questo “sé stesso” che l’essere umano si trova a poter condividere è il prodotto di una qunatità di informazioni non sempre metabolizzate con consapevolezza dall’utente-consumatore medio. Ciò è destinato a creare una forte crisi di identità nella maggior parte delle persone che fino ad oggi hanno sposato a-criticamente posizioni e modelli esteriori proposti dalle correnti di pensiero di massa.
Facendo leva sugli strumenti che oggi sono in nostro possesso al fine di creare una struttura sociale con caratteristiche più simili a quelle di chi la compone, urgono riflessioni mirate ad una maggiore presa di consapevlezza dell’individuo che fino ad ora ha composto l’informe fiume magmatico che è la massa. Per questo motivo argomento alcuni punti di discussione: ponti di legno, formati da un numero al momento imprecisato di assi sulle quali poggiare per fruire di un linguaggio comune che permettano agli individui di comprendersi, usando un idioma noto alle parti interlocutici.
1.2 SOGGETTIVITA’
L’influenza dell’informazione è garantita da una reazione attiva da parte dell’utente/fruitore (ad oggi trattato perlopiù come consumatore) che, lasciandosi permeare dal messaggio che riceve dall’esterno, adatta la sua struttura propriocettiva, prima, ed esterocettiva poi, alla novità appresa. Questa può essere metabolizzata razionalmente qualora il messaggio sia diretto verso organi razionali. Ciò non avviene quando il messaggio è indirizzato verso componenti inconsce o quando l’utente ha un’apparato percettivo non allenato al riconoscimento di informazioni cosiddette “subliminali”.
Quindi il punto di vista soggettivo del singolo, nella sua impenetrabilità esistenzialista, non può essere permeato dall’influenza dell’altro se non dall’interno; per questo motivo uso il verbo con-dividersi: perchè l’agire insieme, il dividere–con l’altro è un atto speculare ma vettoriale che scaturisce dall’interno della pesonalità singola.
La particella con sottintende la patecipazione attiva del fruitore della comunicazione che si fa volitivamente unico (unus cum) nei confronti dell’esterno, per predisporsi allo scambio preferibilmente consapevole con l’ambiente circostante.
La tendenza individualistica odierna (incomunicabilità, alienazione, etc) si può quindi leggere anche come una scoperta di possibilità di essere unici e soggetti attivi della propria realtà, a discapito dell’ipotesi uomo-massa attuata finora dai mass-media anche e soprattutto per economizzare il fascio pubblicitario dell’offerta di mercato.
1.3 RAPPORTI CON L’INFORMAZIONE: IPOTESI – SINTESI – ALTESI
Di seguito tento di descrivere il processo conoscitivo che si basa sulla dinamica dell’approccio con l’informazione.
Tale fenomeno ipotizza la presenza di un nucleo energetico para-biologico che agisce il livello consapevole, strumentalizzando le componenti fisico-intellettuali a favore di una superiore acquisizione di autocontrollo.
Il suffissoide –tesi (gr. posto-possibilità) è agito dalla posizione che assegnata dal prefisso.
Nel considerare la fase di apprendimento divisa in 3 momenti e utilizzando il termine momento nella sua accezione dinamica, ossia forza/spostamento, abbiamo così tre situazioni:
- Ipotesi: supposizione o condizione sottostante – è il momento della brama di ricerca causata dalla mancanza di informazione, lo stato nel quale l’individuo è un sistema in equilibrio attivo, nel quale l’attività intrinseca è orientata all’indagine al fine di uno sviluppo ulteriore (cibo, notizie utili – istinto di sopravvivenza). Essa può manifestarsi in due accezioni: ipotesi consapevole e inconsapevole. La prima si manifesta qualora il soggetto ha già cominciato un processo di ricordo di sé e di presa totale di ascolto silenzioso della propria attività mentale superficiale, correlata alla vitalità emotiva ed alla mente profonda. La seconda si ha quando tale processo non è ancora avvenuto per mancanza del contatto o col maestro (vibratorio superiore) o con una risonanza interna autonoma autentica.
- Sintesi: identità o condizione identica – è il momento del riconoscimento, della speculazione, il fenomeno durante il quale si attua il contatto e l’acquisizione dell’informazione, lo stadio durante il quale l’individuo riconosce per empatia l’assonanza della caratteristica della novità dell’ambiente circostante con il proprio campo di possibilità interno e assimila dalla speculazione i tratti omogenei alla propria struttura percettiva. Ciò che viene rifiutato a livello cognitivo (per dissonanza) e scartato dall’elenco delle possibilità imitabili viene catalogato come antitesi ed estromesso dal campo delle attività (istinto di conservazione). Qualora questo processo avvenisse in un soggetto inconsapevole si ha spavento con conseguente evidenza del grado di evoluzione dell’individua: paura-fuga, se ancora vittima del sistema di paura; grazia-accettazione, se consapevole e quindi libero da schiavitù mentali superiori esterne.
- Altesi: aumento o condizione superiore – è il momento della metabolizzazione dell’informazione con conseguente stabilizzazione dell’aumento di capacità di comprensione. Tale fenomeno, possibile solo nell’osservatore consapevole, è accompagnato da un senso di grazia e calmo benessere che testimonia e attesta la possibilità, per la mente profonda attenta e raccolta, di entrare nello stato di gioia contemplativa. Tale stato di superiore armonia chiama l’individuo a prolungare questa dilatazione momentanea (istinto di riproduzione). Comprendere che i passi che hanno condotto l’individuo esperiti, che non sono quindi ripetibili ma figli della evoluzione originale della mente profonda cosapevole in progetto aperto, permette il prolungamento amplificato di tale condizione.
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